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Piazza Finanziaria, si riparte - Intervista a Roberto Pinza

(6/11/2006 08:43)

da Il Sole 24 ore del 2 novembre ‘06
di Riccardo Sabbatani

Riparte la Piazza Finanziaria. Il governo si appresta a riproporre il progetto di un luogo di consultazione permanente dell’industria finanziaria nazionale. C’è in Francia (Paris Europlace), dove in queste settimane sta svolgendo un ruolo attivo nel salvaguardare gli interessi transalpini nei progetti continentali di aggregazioni borsistiche. Esiste in Gran Bretagna (City of London) ed in Germania (Finanplatz). In Italia c’era. Istitutita nel 1998 dall’allora Ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, si è persa nelle nebbie. Un progetto fallito? “No, non fallì semplicemente cambiò governo” osserva a distanza di otto anni il viceministro dell’Economia, Roberto Pinza che ne era il Presidente. E ora intende riprendere il cammino interrotto. “A quel tempo stavamo studiando come differenziare gli oneri della quotazione per le piccole e le medie imprese, con l’obiettivo di favorire l’accesso in borsa. Anche ora, in fondo, il rapporto fra l’economia reale ed i mercati azionari continua ad essere al centro del dibattito. Come nella precedente occasione la piazza nascerà – spiega Pinza – con decreto del ministero dell’economia, probabilmente all’inizio di gennaio. Ancora ne devono essere precisati i contorni, le funzioni e la composizione. “Comitati con più di 35 membri non funzionano bene e poi sono importanti le singole persone per il contributo che possono dare e non soltanto i rappresentanti di interessi”. Quanto alla sede, “quella è già decisa, naturalmente sarà Milano”. Il Governo prende l’iniziativa anche in risposta ad una sollecitazione che viene dal mercato (…) Tra tanta progettualità c’è un’emergenza che le società quotate stanno vivendo in questi giorni. La legge sul risparmio le obbliga a convocare le loro assemblee entro gennaio per i cambiamenti statutari rischiesti dalla nuova normativa. Il decreto legislativo “correttivo” della “risparmio” che sposta la scadenza alla prossima primavera, non è ancora legge e le società sono nell’incertezza sul da farsi. Pinza le rassicura. “Le imprese avranno presto un quadro certo di riferimento, contiamo di concludere l’iter legislativo del decreto tra la seconda metà di novembre e l’inizio di dicembre, appena ottenuti i pareri del Parlamento”.
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