
Intervista di Giovanni Grasso del 10 ottobre '06
Il Viceministro all'Economia: il governo terrà conto dei rilievi dei giudici contabili
I rilievi della Corte dei Conti? «Sono suggerimenti e indicazioni di cui il governo sta tenendo conto». Roberto Pinza (Margherita), viceministro dell'Economia, difende dalle critiche la legge finanziaria: «Nelle condizioni date, con l'avanzo primario azzerato, ferrovie e autostrade al collasso economico e la crescita zero da cinque anni, abbiamo predisposto una manovra che associa equità e sviluppo, e che ci permetterà di guardare al futuro del Paese con molta più speranza». La Corte dei Conti, però, non ha risparmiato critiche... La più forte era sicuramente quella delle spese degli Enti locali. Il tavolo con i sindaci si è concluso positivamente, con un'offerta del governo che per mio conto è soddisfacente. Nel mirino della magistratura contabile anche i tagli alla sanità e la questione della pensioni... Sulla sanità la Corte ha espresso un giudizio di incertezza e un invito a monitorare nel tempo sull'effettiva entità dei risparmi, cosa che certamente faremo. Quanto alle pensioni, il 2007 è l'anno in cui si affronterà questo nodo. Tenendo conto del memorandum già sottoscritto con i sindacati, interverremo per favorire un allungamento flessibile e su base volontaria dell'attività lavorativa. Le critiche non finiscono mai: manovra troppo ampia, troppe tasse e pochi tagli... La finanziaria prevede delle misure strutturali che consentiranno di fare manovre molto più leggere nei prossimi anni. Potevamo scegliere di non risanare il disavanzo primario, azzerato da una gestione allegra e irresponsabile del governo precedente? Io credo di no, avremmo pagato il conto, molto più salato, in futuro. E contestualmente, abbiamo cercato di ridurre le iniquità crescenti, specie per le famiglie a basso reddito, e di rilanciare l'economia dopo cinque anni di crescita zero, sia con l'introduzione a livello generale del cuneo fiscale di tre punti per le aziende (2 per i lavoratori), sia con forti incentivi per chi investe nella ricerca, nell'innovazione e nella collaborazione con le università. Sono un miliardo di euro, 2000 miliardi delle vecchie lire per far ripartire l'economia nazionale. Alcune associazioni sono deluse: troppo poco si è fatto per le famiglie. Non siamo ancora, purtroppo, a livello della Francia. Però attraverso lo strumento degli assegni familiari, abbiamo dato un'impronta familistica alla finanziaria, tenendo presente soprattutto le famiglie in difficoltà, che hanno costituito il nostro parametro base per una politica di sostegno. Rispetto al governo precedente, la somma per gli assegni familiari registra un più 1.400 milioni di euro. Senza contare il fondo specifico e quello per la non autosufficienza. Ma insomma, chi pagherà più tasse e quanto pagherà? La stragrande maggioranza delle famiglie italiane pagherà meno. Pagheranno di più i possessori di reddito elevato, ma senza salassi. Fuori le cifre, onorevole Pinza! Abbiamo fatto uno studio, prendendo a campione una famiglia monoreddito con due figli. Se il capofamiglia, metalmeccanico, ha un reddito lordo annuale intorno ai 16 mila euro, guadagnerà 45 euro netti al mese per 13 mensilità. Attorno a questa cifra saranno i guadagni per le famiglie fino a 28 mila euro. Fino ai 50 mila circa non guadagnerà né perderà nulla. Sopra i 50 mila perderà 30 euro mensili, sopra gli 80 mila 66 euro, e sopra i 200 mila 137 euro. Tasse comunali escluse? Io credo che, dopo l'incontro di ieri, la possibilità di aumenti indiscriminati di tasse locali è piuttosto remota.
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